Racconti dalla festa diocesana della Pace 2018 – Scatti di Pace

10 febbraio 2018

La festa della pace per noi acierrini inizia quando, come ogni anno, nel mese di gennaio, gli educatori ci propongono degli incontri per farci riflettere sul tema della pace. Arrivare alla festa significa, quindi, concludere un cammino e condividere con gli altri idee e riflessioni, non smettendo mai di divertirci insieme. La festa della pace quest’anno si è svolta a San Severo ed è stata straordinaria. Hanno avuto idee bellissime e molto originali gli educatori. Ci hanno accolto nella villa comunale e lì, insieme ad altre parrocchie è iniziata la festa con balli e gli immancabili bans dell’ACR. Dalla villa ci siamo avviati in corteo per le strade di San Severo, ogni parrocchia con i propri cartelloni, striscioni e festoni. Noi della parrocchia di Lesina abbiamo portato delle grandi lettere che formavano la scritta “PACE” e su ognuna c’erano attaccate le foto dei nostri momenti di “pace” vissuti in parrocchia. Ad un certo punto, però, mentre eravamo ancora in marcia hanno iniziato a lanciarci dei grandi palloni a forma di globo. È stato davvero divertente, noi bambini eravamo davvero impazziti cercando di tirare anche solo per una volta quel pallone e poi pensavo: “chissà come sarebbe se il mondo fosse davvero in mano a noi bambini!” Poi ci siamo fermati in una piazza dove abbiamo ascoltato la testimonianza di un immigrato ed anche lì la sorpresa: c’erano delle persone che avevano al collo un cartello con su scritto: abbracci gratis. All’inizio non abbiamo capito subito, ma poi abbiamo cominciato ad abbracciarli e ad abbracciarci tutti. Mi è piaciuto moltissimo perché in quel momento nessuno ha fatto caso a chi stava abbracciando anche se non ci conoscevamo. È stato bello anche far volare dei palloncini dei colori dell’arcobaleno. Ad essi erano legati i nostri messaggi di pace e tutti abbiamo sperato che raggiungessero Dio, che tutto può e che , si sa, ha un occhio di riguardo per le preghiere di noi bambini! Ritornati in villa, abbiamo fatto un gioco: cercare dei pezzi di un puzzle. Non sapendo dov’erano ci siamo messi a correre dappertutto e recuperati tutti i pezzi insieme abbiamo cercato di ricomporlo. Alla fine, sul puzzle è comparsa la scritta “scatti di pace”, il logo di questa festa della pace 2018. La bellissima giornata non poteva non concludersi con la celebrazione della Santa Messa, in villa, dove la nostra festa aveva avuto inizio. È stato tutto molto divertente e significativo, in vero stile ACR! Ma il messaggio di pace più grande resta sempre questo: SIAMO TUTTI UGUALI PERCHÉ UNITI DALL’AMORE DI DIO, CHE CI HA CREATI E CHE CI VUOLE BENE TUTTI, ALLO STESSO MODO.

Fabio (11 anni) e Gaia (8 anni) Esposito


La marcia di domenica 28 gennaio mi ha fatto molto riflettere, è stata molto educativa, piena di emozioni ed è stata per me una simulazione di quello che DEVE accadere nella nostra vita. Quello che più mi ha colpita è stata la palla che rappresentava il mondo. Ci è stata donata una responsabilità, che poteva sembrare una sciocchezza, ma valeva molto: “Il mondo nelle nostre mani”. Un mondo che ha tante sfumature sia negative che positive e noi abbiamo il diritto ed il dovere di cambiarlo sempre in meglio. Nel tragitto ci sono state varie sorprese e testimonianze e attraverso esse abbiamo capito quello che c’è nel mondo reale e come la pace può manifestarsi. Una delle sorprese è stata quella di avere accanto il nostro amato vescovo, Don Gianni, che con un sorriso donava serenità e soprattutto non potete immaginare quanto è stato bello sapere che il Pastore di tutta la diocesi fosse lì accanto a noi ad urlare per la Pace.
Infine ma non per ultimo, l’incontro con il Signore che non poteva mancare proprio perché senza Cristo non c’è Pace. Durante la Santa Messa, Don Massimo ci ha posto tantissime domande sulla pace ed io ci ho riflettuto molto, ho cercato di capire cosa per me fosse la pace e sono arrivata ad una conclusione che essa è la consapevolezza di essere uomini e donne liberi. Se non fossimo liberi non potremmo mai essere in Pace. Uno dei canti diceva: “come Tu mi vuoi, io sarò, dove Tu mi vuoi io andrò” è proprio in quel momento che il Signore ci stava chiedendo di essere fratelli della pace in Cristo per portare pace nei cuori turbati. La marcia della pace non deve essere fatta una volta l’anno, ma tutti i giorni della nostra vita, noi che siamo testimoni di Cristo marciamo per la pace a testa alta, ricordandoci che essa ha un volto che è quello di Gesù. Sono contentissima di aver fatto questa esperienza e di aver scoperto che la pace proviene da dentro, è personale e se manca non potremmo mai donarla agli altri.

Giulia Bergantino